Canto di un fiume e di una perdita

scritto da cavaliere75
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Testo: Canto di un fiume e di una perdita
di cavaliere75

L’amore venne
come fiume in piena,
cieco di luce,
ricco di voce,
e il cuore mio traboccò
senza difesa.

Ruppe le sponde del tempo,
mi prese intero,
ed io seppi, finalmente,
che cosa vuol dire vivere:
anche solo per poco,
anche solo un istante eterno.

Fui colmo di gioia,
di quella che trema nelle mani,
perché mi fu dato il miracolo
di amare il mio più grande amore,
di sentire ciò che mai avevo sentito,
di essere vivo nel nome di lei.

Ma in me abitava un’ombra antica:
un amore rimasto bambino,
inermi desideri,
paura di non bastare.
Cercavo sguardi,
chiedevo conferme,
e mentivo —
non per tradire,
ma per non sparire.

Sì, ho sbagliato.
Eppure l’ho amata
come si ama l’ultima donna sulla terra,
come si ama una farfalla sul palmo
— trattenendo il respiro —
come si amano i cuccioli di gatto:
con tenerezza assoluta,
senza difesa,
senza misura.

Ora tutto questo
batte ancora in me.
Nel cuore che ricorda,
nella mente che non cancella.
Ogni giorno lei ritorna,
nome che pulsa,
eco che insiste.

Non mi è rimasta speranza,
neppure un’illusione gentile.
Solo l’amore,
che sopravvive alla perdita,
e il fiume,
ora quieto,
che continua a scorrere
dentro di me.

Canto di un fiume e di una perdita testo di cavaliere75
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